 |
In occasione della giornata dell’infanzia e dell’adolescenza si sono svolti presso il 1° Circolo Didattico di San Vito dei Normanni incontri con i bambini, famiglie e docenti mirati a richiamare l’attenzione sui diritti dell’infanzia e, nella giornata di martedì 21 novembre in particolare, si è curata una breve riflessione con i bambini stessi sui contenuti di un filmato in forma di cartone animato che, ha ben rappresentato in modi e forme adatte allo sviluppo degli stessi, alcuni fondamentali, indispensabili diritti come quello alla casa, alla famiglia, all’espressione del proprio pensiero, attitudini.
Si potrebbero spendere e stendere per ognuno di questi diritti, pagine intere di considerazioni e denunce ma non basterebbero, in ogni caso, a dipingere una condizione dell’infanzia ed adolescenza che, in ogni parte del mondo e momento, è chiamata al confronto con situazioni improprie, inadeguate, prive d’ogni risorsa quando non maltrattanti o addirittura abusanti.
E’ tale per mano degli adulti talora noti, altre volte sconosciuti, può esser tale per mano di coetanei o gruppi bisognosi d’affermazione di sé ma lo stesso, in grado di incidere negativamente, sul percorso di sviluppo di un bambino deprivandolo di questi indispensabili ed inalienabili diritti.
Curare la crescita di un figlio dal primo legame d’attaccamento al prendersene cura in tutte le tappe successive, proteggerlo e tutelarlo, però, se talvolta mancano o non sono rispondenti al bisogno di un figlio oppure, altre condizioni di difficoltà familiari lo impediscono, non può significare neppure “iperproteggere e controllare” (che impedisce di provare con le sole proprie forze) e neanche un blocco della possibilità di guardarsi attorno, rischiando sì qualcosa, per guadagnare, però, una conoscenza che solo esplorando nuove realtà in autonomia, dà la possibilità di misurarsi, scoprirsi, sbagliare, imparare dai propri errori, in poche parole crescere ed avanzarsi verso nuovi mondi.
Un genitore, un responsabile, un educatore, è importante accolga detto rischio facendo leva sugli esempi e modelli trasmessi negli anni precedenti e nel percorso svolto insieme al figlio fino a quel momento; diversamente, mettendolo al riparo da tutto anche da eventuali insuccessi a scuola e con i compagni o esponendosi al posto suo, si ritarderà la maturazione del senso di responsabilità per le proprie condotte avviando ad un’idea di sé onnipotente, speciale o al contrario, incapace.
La scuola, comunità educante e formativa, attraverso le fondanti discipline ed attività culturali, non può confondere il giudizio sul compito con quello sulla persona; la prestazione si corregge, allena migliora, rivede, la persona resta invece sempre rispettabile nell’imprescindibile dignità umana, ancor più se giovane e ricca del suo semplice e non artefatto umano sentire.
Dobbiamo come adulti favorire quello sviluppo di valori ed ideali e dargli dignità, considerato che, quel valore tanto particolare, che ci piace riconosciuto nei nostri riguardi, dobbiamo per primi sforzarci di attribuirlo agli altri. Questo senza impedirci di scoraggiare condotte negative, incoraggiando invece, quelle positive e spiegando ogni volta le conseguenze.
Scuola-famiglia non sono due fronti contrapposti con armi diverse ma due alleati con un bene in comune; “l’essere umano nel suo crescere” questo patrimonio va custodito con un atteggiamento comunicativo orientato all’ascolto, comprensione e collaborazione non prevenuto, gli uni verso gli altri, ma aperto al venir incontro al futuro della crescita del bambino, dei ragazzi, quindi della nostra futura umanità; è un compito delicato difficile, impegnativo, ma straordinariamente bello.
|