VENERDÌ 10 SETTEMBRE 2010

Mente e dintorni

a cura della Dott.ssa Florenza Prete
(psicologo e psicoterapeuta)

 

I PROBLEMI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO SCOLASTICO

Si è svolto a novembre, presso la scuola media di San Vito dei Normanni, un incontro di sensibilizzazione sul disturbo specifico d’apprendimento della lettura, “la dislessia”. Erano presenti i Referenti dell’Equipe Asl, dr.ssa Regina Cavino, la Scuola con i docenti e Capo d’Istituto, le famiglie e l’Associazione italiana dislessia, l’A.I.D. nella persona della Signora Leo Rosa Bianco quale delegato regionale e provinciale.
L’incontro, introdotto dal Dirigente Scolastico, dr.ssa Maria Errico, ha soprattutto cercato di porre l’attenzione del mondo scolastico allargato, e delle famiglie, sulla realtà del disturbo, non tanto come una situazione di deficit quanto come una particolare forma di d’organizzazione dei processi neuropsicologici che presiedono al riconoscimento del fonema e traduzione dello stesso in grafema.
La dislessia, che colpisce il 4% circa della popolazione, non comporta infatti, un danno neurologico o sensoriale né un deficit mentale; mentre è vero che, spesso, si accompagna - come hanno sottolineato gli psicologi presenti - a difficoltà nel calcolo e nella scrittura oltre che nella lettura ad alta voce.
E’ stato ribadito come per un’accurata diagnosi si segue un protocollo valutativo riconosciuto e che lo stesso è curato dai professionisti sanitari Asl.
Alla scuola il compito di riconoscere alcune precoci manifestazioni, specie nelle scuole materne e primo anno di scuola elementare (nel nostro territorio, peraltro, già sensibilizzate e per tutto il 1' Circolo Didattico in particolare, già formate); nelle scuole medie è importante proseguire negli apprendimenti, attraverso l’uso di misure compensative e dispensative (uso di tabelle con mesi, tavole geometriche, calcolatrice, registratore, P.C con videoscrittura, esonero dal dettato, dalla lettura ad alta voce ed insegnamento della lingua straniera), individuando tempi e modi più opportuni per i percorsi didattici che comunque, questi ragazzi non fanno, se così seguiti, alcuna fatica a svolgere.
Alla famiglia il compito invece, di curare scambi positivi con i docenti che, sensibilizzati e formati, possono certamente, in tale veste, contribuire al miglioramento del percorso d’apprendimento, quando occorre, anche con il ricorso ad interventi multimediali riabilitativi (il programma easy reading, per la scansione e focalizzazione delle lettere, parole, brani, descritto in un articolo della rivista “L’Arcobaleno”, già qualche anno fa), migliorando risorse e non creando in tal modo, i presupposti per l’insorgenza di un problema con l’autostima ed immagine di sé, così delicato negli anni della scuola media. Le domande poste dalle famiglie e docenti hanno favorito una migliore comprensione di tutti gli aspetti del disturbo che un filmato in forma di role-plaing aveva molto bene evidenziato; in questo infatti, un gruppo di docenti, esperti, familiari, vestendo i panni del dislessico e stimolati da un neuropsicologo, rendevano chiari i percorsi percettivi e cognitivi propri del problema.
Nella giornata successiva, rivolta solo al mondo scolastico, il referente regionale A.I.D ed alcuni docenti- formatori della stessa Associazione hanno risposto ad ogni genere di domanda proveniente dagli insegnanti, entrando ancor meglio nel vivo delle strategie ed attività didattiche spendibili sul campo.
L’alta percentuale delle famiglie presenti, l’intero corpo docente e le tante persone interessate hanno reso vivo il dibattito sul disturbo ed il Dirigente scolastico, entusiasta per la partecipazione ed utilità dell’incontro, ha chiesto la disponibilità ai tecnici e formatori per eventuali altri momenti formativi.

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