SETTEMBRE

LA MEMORIA COMUNE

vittorio emanuele III.jpg Il 25 settembre 1943 passava da San Vito Vittorio Emanuele III, Re d'Italia. Come rivela il r...(leggi tutto)

I NOSTRI PADRI

lanza del vasto.jpg Giuseppe Lanza del Vasto nacque il 29 settembre 1901 a San Vito dei Normanni, presso la contrada di ...(leggi tutto)

LA TRADIZIONE LOCALE

L'ARCOBALENO RICORDA

IMPRONTE ED ISTANTI

Al mare

L'una dopo l'altra,
l'onde del mare
si prostrano ai miei piedi.
Ora so di non essere
un uomo da nulla.

Vito Giuseppe Mele
Il mio cuore in versi, Edizioni Libroitaliano, 2002...(leggi tutto)

L'ARCOBALENO SEGNALA

IL NOSTRO BIMESTRALE copertina 4 2017.jpg
agosto/settembre 2017

L'ARCOBALENO PROMUOVE

L'ARCOBALENO CONSIGLIA

12 - 9 - 2017
L’Archivio Parrocchiale della Chiesa Madre è on line
Un progetto voluto da don Fabio Ciollaro diventa realtà

È da pochi giorni on line un prezioso servizio messo a disposizione dalla Parrocchia di Santa Maria della Vittoria. Collegandosi sul sito ufficiale della nostra Chiesa Madre (www.santamariadellavittoria.it), infatti, è possibile accedere ad una sezione che consentirà la consultazione del suo preziosissimo archivio storico.
Il progetto, fortemente voluto da don Fabio Ciollaro, che negli ultimi dieci anni ha ricoperto il ruolo di Arciprete parroco, è stato concretizzato grazie ad un gruppo di volontari che vi ha lavorato negli ultimi anni.
A darne notizia lo scorso primo settembre, è stato proprio lo stesso don Fabio, a pochi giorni dall’insediamento del suo successore, don Claudio Macchitella, che avverrà proprio questa sera alle 19,00 con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Domenico Caliandro.
L’archivio parrocchiale è per noi una fonte storica insostituibile, perché conserva documenti a partire dal 1579. Sono i Liber Baptizatorum (i registri dei battesimi), in particolare, a fungere da preziosa anagrafe storica, considerato che, come è noto, la legislazione civile ha previsto tali obblighi solo a partire dal XIX secolo.
“Una perdita (tarme, incendio ecc.) sarebbe irreparabile – scrive don Fabio – come avvenne nel Cinquecento per i registri precedenti. Oltre alle consuete cautele nella custodia ho pensato di avviare un’operazione importante, cioè la digitalizzazione dei registri e dei documenti più antichi. In tal modo, oltre all’archivio cartaceo, si forma un archivio digitale nell’intento di conservare, preservare e tramandare meglio tutto questo materiale di notevole valore ed interesse.
Due generosi volontari, Mimino Zaccaria e Giuseppe Sacchi, hanno risposto al mio invito e, con un metodo di lavoro concordato insieme, hanno cominciato ad acquisire i vari volumi su supporto digitale, pagina per pagina, con foto ad alta definizione. Un lavoro paziente e accuratissimo, fatto da due persone competenti e appassionate! Sotto la loro supervisione e seguendo lo stesso metodo, altri giovani volontari (Alberto Santoro, Emanuele Filo ecc.) hanno cominciato ad acquisire digitalmente lo Status Animarum, una serie di volumi manoscritti che ci permettono di conoscere casa per casa le famiglie di S.Vito dal 1632 al 1834. Tutto questo materiale archivistico viene ora riversato, in apposita sezione, sul sito della basilica e così viene reso fruibile agli studiosi.
Per l’amore che porto verso la Chiesa Madre, sono lieto di aver avviato questo lavoro, che sicuramente starà a cuore anche ai miei successori. Sono grato a don Antonio Chionna, che col suo esempio mi ha insegnato ad avere grande considerazione per il nostro Archivio Storico, bene culturale di primaria importanza e autentico “luogo della memoria” della comunità sanvitese. Ringrazio vivamente chi ha lavorato e ancora lavorerà per l’acquisizione digitale, insieme al tecnico Danilo Di Leo che inserisce tutto il materiale sul sito internet della nostra basilica”.
Al momento è possibile visionare solo il primo volume della serie dei Liber Baptizatorum ma a breve verranno aggiunti gli altri della serie e quelli dello Status Animarum con la speranza, che procedendo in questo progetto, si possa poi raggiungere il completo inserimento di tutta la documentazione. Un’iniziativa davvero lodevole che ha dimostrato attenta sensibilità da parte di don Fabio verso la nostra storia e nei confronti di quei beni culturali purtroppo frequentemente considerati “minori”, quali gli archivi e le biblioteche.
Vincenzo Amati

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