GENNAIO

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I NOSTRI PADRI

Immagine (119).jpg Il 5 gennaio 1954 si spegneva mons. Michele Carriero, che era nato a San Vito dei Normanni il...(leggi tutto)

LA TRADIZIONE LOCALE

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IMPRONTE ED ISTANTI

Al mare

L'una dopo l'altra,
l'onde del mare
si prostrano ai miei piedi.
Ora so di non essere
un uomo da nulla.

Vito Giuseppe Mele
Il mio cuore in versi, Edizioni Libroitaliano, 2002...(leggi tutto)

L'ARCOBALENO SEGNALA

IL NOSTRO BIMESTRALE copertina.jpg
dicembre/gennaio 2017-2018

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L'ARCOBALENO CONSIGLIA

11 - 1 - 2018
Maltrattamenti e violenze: 55enne sanvitese ai domiciliari
Finito il calvario per la convivente e due figli minori

I Carabinieri della Stazione di San Vito dei Normanni hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un 55enne del luogo, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale perpetrata in danno dei figli minori e della compagna, una straniera 54enne.
Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brindisi – dottoressa Stefania De Angelis – su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, dottoressa Manuela Pellerino, è scaturito da dichiarazioni della convivente, che ha denunciato i soprusi commessi dall’uomo nei confronti suoi e dei bambini, come confermato da ripetuti accertamenti psicosanitari effettuati dagli enti preposti, che hanno consentito di mettere definitiva luce sugli incresciosi episodi.
Il contesto in cui sono maturati gli eventi è caratterizzato da un forte disagio sociale, ragione per cui i figli sono ora seguiti dal servizio di neuropsichiatria infantile.
La donna, oggetto di una serie reiterata di episodi vessatori e umilianti, quantomeno a partire dall’estate del 2016, ha riferito di essere stata costretta dall’uomo a compiere e subire per lungo tempo atti sessuali, che in alcuni episodi, in cui si sono stati raggiunti picchi di sadismo, erano rivolti anche e talvolta contemporaneamente ai figli, entrambi minori degli anni 14.
L’uomo, quindi, è stato sottoposto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, con divieto – tra l’altro – di comunicare per via telefonica o telematica con alcuno.
Sia per la donna, che nel frattempo ha abbandonato la casa del convivente, che per i figli dell’uomo è finalmente cessato un calvario che perdurava da tempo. I due minori sono stati collocati in una struttura protetta e affidati alle cure dei servizi sociali.

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