GIUGNO

LA MEMORIA COMUNE

foto statua sanvito m.jpg Il 12 giugno 1996, in tempo per i festeggiamenti del Santo Patrono, la statua di San Vito martire...(leggi tutto)

I NOSTRI PADRI

Alcide Prete.jpg Il 20 giugno 1918 moriva sul Piave il Tenente del 121° Fucilieri Alcide Prete, che era nato a...(leggi tutto)

LA TRADIZIONE LOCALE

L'ARCOBALENO RICORDA

IMPRONTE ED ISTANTI

Al mare

L'una dopo l'altra,
l'onde del mare
si prostrano ai miei piedi.
Ora so di non essere
un uomo da nulla.

Vito Giuseppe Mele
Il mio cuore in versi, Edizioni Libroitaliano, 2002...(leggi tutto)

L'ARCOBALENO SEGNALA

IL NOSTRO BIMESTRALE copertina 2 2018.jpg
aprile/maggio 2018

L'ARCOBALENO PROMUOVE

L'ARCOBALENO CONSIGLIA

6 - 6 - 2018
Slow Food: il sanvitese Marcello Longo presidente regionale
Eletto nei giorni scorsi nell'assemblea svoltasi a Bari

Il sanvitese Marcello Longo (al centro nella foto) è il nuovo presidente regionale di Slow Food.
Carabiniere in congedo, nipote della ultima ostessa di San Vito dei Normanni, Marcello si è avvicinato a Slow Food negli anni ’90. Nel 2013, è entrato a far parte del Consiglio nazionale della Fondazione. Nel tempo, ha lavorato sodo per la riscoperta e la tutela delle ricchezze del territorio troppo a lungo dimenticate.
“Sono partito da San Vito, la mia città – racconta Marcello – e pian piano, ho provato a fare qualcosa di buono insieme agli amici che, come me, soffrivano all’idea di veder scomparire dalle nostre tavole i gioielli della nostra terra a causa dell’ormai imperante dominio delle multinazionali e non tolleravano la sofferenza dei nostri agricoltori, schiacciati da un’economia insostenibile”.
Il concetto del buono, pulito e giusto, Marcello lo ha fatto suo sin dal primo momento.
“Ricordo i primi laboratori del gusto, ormai anni fa – spiega Longo – che organizzavamo per spiegare alla nostra comunità la differenza tra il cibo prodotto in modo virtuoso dai nostri artigiani e quello industriale. Parlavamo della necessità di cambiare la nostra mentalità, che è meglio comprare dal vicino di casa che coltiva, pesca e produce in modo sostenibile e sano e lavora per mantenere la propria famiglia, che dalle grandi aziende che puntano solo a massimizzare i profitti".
Nei primi anni 2000, l’incontro fortunato: “Il destino ha voluto che mi imbattessi nel Consorzio di Gestione di Torre Guaceto – racconta – l’ente che gestisce uno dei più belli e importanti gioielli naturalistici che abbiamo in Italia. Tantissimi i progetti che, insieme, abbiamo ideato e portato avanti negli anni, dal pomodoro fiaschetto che era ormai scomparso ed oggi è un presidio Slow Food apprezzato nel mondo, all’olio bio, lì dove gli agricoltori puntavano solo a produrre grandi quantitativi di bottiglie, al modello di pesca sostenibile della Riserva, anche questo oggi presidio e replicato in altre aree protette”.

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