FEBBRAIO

LA MEMORIA COMUNE

banda.jpg Al 7 febbraio 1834 risale il primo documento con cui si manifesta l'intenzione di formare una ban...(leggi tutto)

I NOSTRI PADRI

de leo.jpg Il 13 febbraio 1814 moriva a Brindisi mons. Annibale De Leo, il primo vescovo dalle origini s...(leggi tutto)

LA TRADIZIONE LOCALE

L'ARCOBALENO RICORDA

IMPRONTE ED ISTANTI

Al mare

L'una dopo l'altra,
l'onde del mare
si prostrano ai miei piedi.
Ora so di non essere
un uomo da nulla.

Vito Giuseppe Mele
Il mio cuore in versi, Edizioni Libroitaliano, 2002...(leggi tutto)

L'ARCOBALENO SEGNALA

IL NOSTRO BIMESTRALE cop 6 18.jpg
dicembre/gennaio 2018-2019

L'ARCOBALENO PROMUOVE

L'ARCOBALENO CONSIGLIA

30 - 1 - 2019
Movimento Cinque Stelle: "Casa Serena, coincidenza o opportunità?"


La questione “Casa Serena” è divenuta nel tempo uno dei temi più importanti e ricorrenti della politica locale. Se da un lato si cerca di preservare un servizio per il potenziale sociale e occupazionale, dall’altro la politica sembra non riesca a mettere da parte gli interessi di partito.
In attesa di approvare un piano di gestione in grado di garantire l’autofinanziamento di “Casa Serena”, il Comune di San Vito ha scelto di indire una “gara ponte” per la gestione del servizio che, guarda caso, è stata aggiudicata a una cooperativa coordinata sul territorio dall’ex segretario provinciale del PD di Brindisi, consigliere provinciale uscente ed ex presidente del consiglio comunale di Carovigno.
Senza voler mettere in dubbio la correttezza della procedura d’appalto, riteniamo quantomeno bizzarra la circostanza che un “ex” politico del PD, partito che oggi amministra Comune e Provincia, si ritrovi a coordinare un servizio comunale di casa di riposo appena appaltato. La nostra complessa realtà territoriale meriterebbe un cambio di passo e di metodo che tolga dalle mani dei soliti referenti di partito l’ultima parola su scelte di interesse sociale nello sviluppo dei servizi comunali. Probabilmente l’azione sarà legittimata dalle procedure della normativa vigente (lo verificheremo) ma non possiamo non evidenziarne la curiosa coincidenza.
I cittadini pretendono più chiarezza e trasparenza. Chi gestisce la cosa pubblica non può sempre utilizzare la giustificazione del “ciò che è legale allora è giusto”.