 |
Non si può sottacere quanto sta accadendo in queste settimane nel territorio pugliese, e significativamente anche nella nostra provincia.
E' in atto una offerta abnorme, da parte di diverse imprese, verso i Comuni, di impianti eolici, con allettanti royalty, al di fuori di ogni programmazione del settore, sfruttando una norma transitoria regionale che consente di costruirli fino al 31 marzo 2007, senza gli appositi Piani Regolatori dell'Energia Eolica (PRIE).
Condividiamo pertanto, e lo assumiamo come nostro verso tutti i Comuni, il grido di allarme lanciato dall'Assessore Regionale all'Ambiente, Michele Losappio, sul rischio della incontrollabilità della situazione che si sta determinando.
Si badi bene. Non demonizziamo il ricorso ad una energia alternativa, pulita e rinnovabile quale quella eolica, da quella mini a quella industriale, che è da incoraggiare e da rendere sostitutiva di quelle tradizionali inquinanti.
Il fatto è che in Puglia si producono attualmente 540 MW di energia da impianti eolici, situati prevalentemente nel subappennino dauno. Pur essendo secondi solo alla Campania, sono stati autorizzati altri 800 MW di energia da impianti eolici. Nel frattempo sono state inoltrate alla Regione domande per 3.300 MW! Le proposte presentate dalle imprese private che riguardano la provincia di Brindisi sono pari a circa 400 MW, anche per zone del nostro territorio che non sono caratterizzate da una particolare ventosità!!
Gli è che, le imprese private stanno sfruttando aggressivamente, per via degli incentivi statali, la norma transitoria citata, voluta dalla Associazione Regionale degli Industriali, che ha messo "in mora", per così dire, fino al 31 marzo 2007, il Regolamento regionale elaborato, il quale prevede i Piani Regolatori dell'Energia Eolica, proprio per evitare il caos attuale e avviare una seria programmazione dello sviluppo del settore.
C'è da dire che, in questo scenario pesa anche l'assenza dello strumento principe della pianificazione territoriale, quale è il Piano Territoriale di Coordinamento, per cui tutto è lasciato al senso di responsabilità e alla capacità di guardare agli interessi generali da parte dei singoli amministratori.
Occorre perciò, da parte degli amministratori, avere la pazienza di attendere qualche mese, resistendo alle sirene aziendali e a decisioni frettolose, improvvide e di non ritorno, per avviare, con il Regolamento regionale a regime, una sana programmazione dell'utilizzo del territorio, che prevede anche la possibilità di PRIE intercomunali, che, fra l'altro, aumentano gli stessi incentivi.
Ovviamente, anche la produzione di energia alternativa, pulita e rinnovabile quale l'eolico, i cui pali, per dimensioni, altezze e profondità hanno un impatto notevole, a cominciare dal sottosuolo, deve salvaguardare il valore naturalistico e paesaggistico di intere zone, a cominciare dai Parchi e dalle aree protette. Né tali impianti vanno autorizzati ovunque e comunque, senza alcun criterio che non sia l'esclusivo interesse aziendale.
Il Responsabile Provinciale Ambiente: Ernesto Musio
Il Segretario Provinciale: Onofrio Cretì
|