Accolgo con piacere la proposta di Raf e creo un tema per questo argomento che da qualche tempo circola in città.
Riporto fedelmente ciò che Raf ha scritto:
“Ciao, volevo proporre un nuovo tema di discussione… Domenica la comunità della Parrocchia di Santa Maria della Vittoria saluterà don Paolo Zofra che dopo 5 anni di apostolato è stato meritatamente promosso a parroco ad Ostuni. Ora mi chiedo, è opportuno che un sacerdote che ha intrapreso un cammino coinvolgendo giovani deve da un giorno all’altro cambiare parrocchia e ricominciare tutto daccapo vedendo vanificato il proprio operato?? Io personalmente non sono d’accordo perchè nella società di oggi è già difficile coinvolgere i giovani e riempire gli oratori, questi avvicendamenti non fanno che scombussolare la vita di una parrocchia con perdita di quei pochi stimoli presenti… attendo i vostri pareri… “

Vorrei aggiungere solo un mio saluto personale a Don Paolo e un grazie per quello che ha fatto in questi anni a San Vito.

A voi la parola…


Rss Commenti

3 Commenti

  1. Sono pienamente d’accordo con quanto ha detto Raf: don Paolo ha fatto molto per la comunità dei giovani di san vito, grazie al lavoro dell consulta interparrocchile. é giusto che dopo anni come viceparroco potesse meritatamente diventare parroco, ma mi chiedo, proprio per poter continuare ancora qualche anno il lavoro con i giovani non era opportuno che gli fosse affidata una parrocchia a San Vito?
    Comunque queste sono decisioni che spettano al nostro arcivescovo, che io personalmente non stimo affatto, in quanto lo ritengo troppo autoritario in certe decisioni, primo di sensibilità in certe scelte, non ultima quella del trasferimento da san vito di don paolo.

    #1 ignis78
  2. Io sono invece a favore di questo traferimento o comunque dei trasferimenti in generale dei sacerdoti.
    E’ scritto va e porta il vangelo: il sacerdote è un missionario…deve portare la parola di Cristo nel mondo!
    E’ giusto che gli uomini di Chiesa portino il loro sapere, il loro “saper fare” nelle varie comunità. Qui a San Vito (ma credo anche in altre realtà) ci si è sempre lamentati che spesso le parrocchie si trasformano in “zone di dominio privato” dove il sacerdote rappresenta quasi un “guru” nel bene o nel male.
    Se don Paolo ha seminato bene…vedremo i frutti!

    #2 franz
  3. due pensieri a confronto…si può dare ragione al primo perchè quando ci si affeziona ad un prete che ti coinvolge, che ti insegna ad amare Gesù a te che sei un giovane che vive in un mondo dove i tuoi coetanei di religione non ne vogliono sapere,beh quando questo viene trasferito puoi solo soffocare nel dolore e pensare di mollare tutto. Ma ha ragione anche colui che dice”il sacerdote è un missionario…deve portare la parola di Cristo nel mondo!”…non possiamo tenercelo attaccato a noi.Lui ci ha insegnato ad amare Gesù e allora dimostrimo a noi stessi di essere stati degni del suo insegnamento in tutti questi anni. Addio don…s

    #3 cri

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