Bulli a San Vito
by Raffaele Romano- Published:Settembre 17th, 2007
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- Category:Attualità
Introduciamo questo nuovo argomento di discussione. La proposta la lancia Gabriella, che così scrive:
“Ragazzi sono ancora sotto choc. La notizia dell’arresto di quei ragazzini mi ha tolto il sonno, non riesco ancora a crederci… Ne parliamo? (sempre nel rispetto delle indagini ancora in corso, s’intende!)”.


8 Commenti
Hai ragione, Gabriella. C’è da rimanere scioccati di fronte a notizie come questa. E sorgono, spontanee, alcune domande che pongo sul tavolo della discussione: cosa passa nella mente di questi giovani? Possibile che siano talmente influenzabili da ciò che vedono e sentono da ripetere le nefandezze che, purtroppo, non sono più delle novità, a qualsiasi latitudine?
Come ed a quali livelli si può e si deve intervenire per cambiare rotta? Chi deve assumersi il maggior onere? La scuola, la famiglia? Fa bene il ministro Fioroni a riparlare di “sette in condotta”? Si è sbagliato tutto quando si è pensato di ritenere come figli dei tempi alcuni comportamenti una volta inconcepibili che si mettono in atto pubblicamente, a cominciare da quelli cui assistiamo in tv?
Mi fermo qui, per il momento: c’è già abbastanza carne al fuoco. Sia chiaro: nessuno vuol dire che - improvvisamente - la nostra città sia diventata quella da additare come patria del bullismo. Questo, infatti, è un fenomeno purtroppo diffuso, a San Vito come altrove. Ed a San Vito come altrove prolifera il vandalismo gratuito (parente stretto del bullismo).
Noi, come tutti, dobbiamo pensare, dunque, a cosa fare per non far estendere ancor di più il fenomeno.
Cosa possiamo fare, nel nostro piccolo?
Bhè, non risponde nessuno? In effetti i quesiti che raffaele pone sono talmente spinosi che rispondere è davvero difficile. Se ce la prendiamo con la società passiamo per qualunquisti, se ce la prendiamo con la famiglia passiamo per bacchettoni, se ce la prendiamo con la scuola passiamo per incompetenti e … via dicendo!
Caro Raffaele, ci chiedi cosa possiamo fare noi nel nostro piccolo? Sinceramente una risposta non ce l’ho. Ti dico solo che (tanto per farti un esempio stupido) tante volte mi sono trovata alle prese con bande di ragazzini che imbrattavano i muri dei nostri condomini (è bullismo anche questo, no?) e, oltre a ricevere in risposta tutte le parolacce che puoi ben immaginare, il giorno dopo mi sono ritrovata sull’uscio di casa genitori inferociti che mi chiedevano come mi fossi permessa di redarguire i loro cari “angioletti”. Bhà… e mica gli posso dare torto! Questi ragazzini in casa sono davvero degli angeli, purtroppo la trasformazione avviene quando sono fuori di casa. Basta ascoltarli quando giocano (?) in strada per scoprire un mondo nuovo: non esiste un Santo del calendario (compreso l’Altissimo, la Madre e il Padre), nè un defunto che non venga “degnamente onorato”. Non parliamo poi dei tanti epiteti rivolti ai vari famigliari (mamma, papà, sorella ecc.) e ai relativi attributi. Insomma… ce n’è davvero per tutti i gusti e se qualcuno volesse imparare una nuova bestemmia quella è la scuola ideale! Si lo so, mi direte che da che mondo è mondo i ragazzini (specialmente i maschietti) quando giocano a pallone le parolacce le hanno sempre dette! Ma erano altri tempi, in casa si parlava il dialetto e spesso i genitori tornavano a casa con la schiena spaccata in due dalla fatica, per cui (forse!) qualche bestemmia, se ci scappava, ci poteva anche stare… e i bambini ascoltavano e imparavano. Oggi inevece i genitori tornano a casa “stressati” è vero… ma in casa si parla solo l’italiano e parolacce non se ne dicono più. E’ logico, quindi, che se gli vai a raccontare che il loro pargoletto bestemmia… ti prendono per pazzo.
Caro Raffaele, ti chiedi se il ministro Fioroni fa bene a riparlare di “sette in condotta”. Secondo me si, così come trovo giusto il carcere anche per i minori davanti a crimini così efferati… perchè badate bene che di crimini si tratta e non di semplici atti di bullismo!
Ecco lo sapevo che alla fine avrei fatto la bacchettona! Mi dispiace anche perchè non è un ruolo che mi si addice… ma io non ho figli e forse parlare in questi termini mi è più facile. Mi piacerebbe allora “sentire” il parere di una padre o di una madre di famiglia(di un genitore, insomma), sapere se questi avvenimenti li preoccupano e se di fronte a certe notizie non è passato nella mente di qualcuno di loro la voglia di “sbirciare” (lo so è brutto da dirsi,ma a volte il fine giustifica i mezzi) sui telefonini o sui P.C. dei loro figli. O magari, in quanto genitori, ognuno è portato a pensare che certe cose possano capitare solio agli altri? Badate bene, le mie non sono domande tendenziose nè tanto meno provocatorie, ma delle semplici domande di una donna che, pur non avendo figli (ma non per questo, priva di senso materno)vorrebbe immedesimarsi. Spero con tutto il cuore di non essere fraintesa.
Il problema è uno solo. Manca l’educazione!!! E la principale colpa è dei genitori. La scuola non può farci più niente. Se minimamente un professore dà uno schiaffo ad un ragazzo, come minimo viene denunciato e si rovina la carriera. I ragazzini che vedo ora in giro sono maleducati, bestemmiano dalla mattina alla sera (e non è un problema di religione, ma di educazione principalmente) e sopratutto sono straviziati!!! Dirò una banalità. Ma come diceva mia nonna, ci vorrebbe qualche parola in meno e qualche schiaffo in più!!!
Da ragazzo poco più che maggiorene quale sono posso solo dire che l’adolescenza a San Vito è dura..è sempre stata dura.. anche se questa vicenda probabilmente è l’apice del fenomeno violenza-demenza presente nel nostro paese (cosi come in tutti i paesi) non posso dire che mi stupisca..
Volevo rispondere ad Alessandro a proposito dell’adolescenza dura a S.Vito.
Io sono un 45enne che manca da S.Vito da circa 25 anni, quindi l’adolescenza l’ho passata nel mio adorato paese e ti posso assicurare che non è stata così dura, anche se la maggior parte del nostro gruppo non se la passava molto bene economicamente.
Passavamo delle splendide e spensierate serate al corso (nei pressi del negozio del mitico “mulone”) ascoltando musica dai stereo portatili, raccontandoci aneddoti che ci erano capitati; organizzavamo delle scampagnate o cene varie ecc.. ci si accontetava veramente di poco.
Poi c’è un’altra cosa che penso che manchi al giorno d’oggi: i punti di aggregazione giovanili (a parte i soliti bar o sale giochi); ai nostri tempi avevamo le sedi dei partiti, altri avevano l’oratorio e altri diversivi dove si passava del tempo e si socializzava e cosa molto più importante per me si avevano dei valore e qualcosa in cui credere.
E’ ora di chiamare le cose con il proprio nome: la parola “bullo” equivale a “ragazzo cattivo” …. cattivo dentro!…
La cosa più difficile per un educatore è far capire che “non fare agli altri quello che non vorresti per te” non è solo un problema di religione, è anche una questione di sensibilità,di civiltà, d’intelligenza… in definitiva è ciò che fa diverso l’uomo dagli animali. I professori possono fare poco di fronte a certi soggetti: le leggi che governano la scuola sono sempre più indulgenti verso questi tipi di stronzi e, quando ci si trova di fronte ad atti di bullismo quotidiani e continuati, ci si trova impotenti e in qualche modo costretti a soppravvire come meglio e possibile, (con grave disagio per tutta la classe)senza poter fare nulla di veramente risolutivo. Altri educatori, altre iniziative che si potrebbero prendere a livello comunale, avrebbero le stesse poche possibilità di successo. E’ la famiglia che è marcia in questi casi, perché un cuore buono o cattivo si forma, prima di tutto in famiglia, fin dai primi giorni di vita; su questo punto non ci sono dubbi ed i genitori di quei famosi ragazzi,(tutti ben conosciuti in città) non hanno attenuanti.
Messaggio OT.
Vorrei chiedere se in futuro si potrà parlare del problema ADSL che attanaglia i sanvitesi tecnologicamente avanzati.
Ci sarebbero da dire delle cose in proposito, molti comuni in Italia stanno iniziando ad essere coperte da reti wi-fi, perchè il profondo sud è sempre così retrogrado.
Il wi-fi oramai fa parte di pacchetti commerciali che possono portare internet veloce anche lì dove le condizioni geografiche o demografiche non sono economicamente vantaggiose.
Wi-fi = internet = comunicazione = istruzione = sapere.
Perchè bisogna dare quasi 100 euro a bimestre a mamma Telecom per avere una ADSL, perchè non far diventare San Vito il primo comune in Puglia cablato in wi-fi.
Se si sono posti il problema di portare le tecnologie nel terzo mondo, quando ancora hanno problemi di sopravvivenza, ci sarà un motivo!
L’Italia è indietro di 3 anni confrontandola con l’Europa di 6/7 con l’America e il sud italia di 10 con il resto del mondo! Perchè? Io non capisco il perchè. Politici sanvitesi vi prego svegliatevi se potete, fate qualcosa.
Ciccio82
ciao volevo rispondere a gabriella,, gabriella sai io ho educato,i miei figli senza schiaffi ma solo lo sguardo,non bisogna educarli con schiaffi,e propio quello che porta i ragazzi a fare pazzie, e la tv di oggi che rovina sempre di piu..i ragazzi di oggi bisogna parlarci piu che altro avere l´unione della famiglia,se manca quella ,COSA VOGLIAMO DEI RAGAZZI OGGI?
LA FAMIGLIA E LA PRIMA COSA ;COME SI VIVE IN CASA;I GENITORI ;E POI POSSIAMO PARLARE DEI RAGAZZI DI OGGI;MA TUTTO DIPENDE DA NOI GENITORI CHE RAPPORTO SI A CON I PROPI FIGLI:ciao bacione