Antonietta Meo (1930-1937), la santa bambina
Antonietta Meo, nota anche con il nome di Nennolina, è una delle figure di santità più belle dell’ultimo secolo. Pur non essendo mai stata in Puglia (nacque e morì a Roma), è legata strettamente a San Vito dei Normanni: il padre era un sanvitese. Antonietta era una bambina vivace, educata in una famiglia fortemente edificata sui valori morali e la vita di fede. Nella primavera del 1936 si fece male sbattendo il ginocchio su un sasso, nel giardino del suo asilo: le fu diagnosticato un osteosarcoma che la portò alla morte nel giro di un anno e senza più la gamba, il 3 luglio 1937. Durante la sua via crucis chiese di poter ricevere la prima Comunione e scrisse più di cento letterine rivolte a Dio che rivelano una vita di unione mistica davvero straordinaria. Il suo corpo riposa presso la Basilica romana di Santa Croce in Gerusalemme. Questa fanciulla - cui la città di San Vito dei Normanni ha intitolato una via - è stata dichiarata Venerabile da Benedetto XVI nel 2007. Si attende la positiva conclusione del processo di Beatificazione (qualcuno la vorrebbe addirittura Dottore della Chiesa): se elevata agli onori degli altari, diverrebbe la più giovane Santa - non martire - della storia della cristianità.