MAGGIO

LA MEMORIA COMUNE

fotina per maggio xs.jpg Ogni anno, la città di Cascia stabilisce un gemellaggio di pace e di fede con una città con c...(leggi tutto)

I NOSTRI PADRI

Max Dentice xs.jpg Il 30 maggio 1916, nei cieli di Coltano di Pisa si consumava una tragedia aerea. Ne era vittima il c...(leggi tutto)

LA TRADIZIONE LOCALE

L'ARCOBALENO RICORDA

IMPRONTE ED ISTANTI

Al mare

L'una dopo l'altra,
l'onde del mare
si prostrano ai miei piedi.
Ora so di non essere
un uomo da nulla.

Vito Giuseppe Mele
Il mio cuore in versi, Edizioni Libroitaliano, 2002...(leggi tutto)

L'ARCOBALENO SEGNALA

IL NOSTRO BIMESTRALE copertina 6 2019.jpg
dicembre/gennaio 2019-2020

L'ARCOBALENO PROMUOVE

L'ARCOBALENO CONSIGLIA

16 - 5 - 2020
Lettera aperta al Sindaco


LETTERA APERTA
(ovvero la situazione è grave ma non è seria)
Egregio Sig. Sindaco
per questa volta da cittadino libero e pensante e non da rappresentante del Comitato “La Voce del Cittadino”, mi permetta di esprimere alcune valutazioni riguardo gli accadimenti del Consiglio Comunale del 5 maggio u.s. tenutosi, causa Covid-19, in videoconferenza.
In primis voglio pensare che in questi difficili frangenti, la Politica tutta, senza divisioni, abbia il compito di infondere fiducia e sicurezza nei cittadini mentre invece si abbandona, come purtroppo è successo, a diverbi diseducativi culminati con le dimissioni di un Consigliere Comunale di minoranza.
Io, non so se per mia fortuna o sfortuna, ho avuto la possibilità di poter seguire in diretta streaming i vari interventi dei rappresentanti del popolo presenti (sic) in Consiglio ed esaminare in maniera obbiettiva ed indipendente gli argomenti posti all’ordine del giorno.
Con piacere ho appreso che due proposte oggetto di discussione, esposte secondo me con tono civile dal Consigliere di cui sopra, erano simili a due delle tante mozioni trasmesse in tempi non sospetti all’Amministrazione Comunale da Lei guidata e regolarmente non riscontrate o valutate degne di essere fattivamente attenzionate.
Per una, eravamo a qualche mese prima della scadenza naturale della attuale legislatura e con una ns lettera aperta abbiamo ufficialmente invitato l’Ente “… a limitare l’azione Amministrativa alla sola gestione dell’Ordinario, lasciando che a determinarsi sulle tematiche più salienti riguardanti il nostro Comune sia chi Vi succederà, ovvero Voi stessi nel caso i cittadini intendessero rinnovarVi la loro fiducia”.
Per l’altra, invece, datata marzo u.s. quindi in piena emergenza sanitaria ed economica, mutuando da quanto fatto da Sindaci di altri Comuni, ci siamo permessi di suggerire “… al Sindaco, ai componenti della Giunta ed a tutti i Consiglieri Comunali di rinunciare da subito, ai rispettivi compensi (indennità, rimborsi, gettoni di presenza, ecc.) derivanti dalla loro attività istituzionale” visto che ci troviamo in regime di “prorogatio” di una legislatura già arrivata a scadenza naturale.
Ora alla luce di quanto appreso il 5 maggio, rimane il rammarico che forse se le suddette istanze fossero state, in materia unitaria, fatte proprie e condivise ufficialmente nei tempi dovuti da chi in Consiglio Comunale occupa i banchi opposti (opposizione), avrebbero potuto forse avere un destino migliore, invece sono state affossate in maniera brusca e incomprensibile come di seguito mi permetto di esplicitare.
Democraticamente lecito da parte Sua non essere d’accordo nel merito, poteva tranquillamente votare e far votare contro le ragioni della “minoranza”, ne avevate la facoltà e lo avete fatto.
Ma mi consenta ha sbagliato nel metodo a dir poco duro, mi è sembrato abbia messo la questione su un piano personale nei confronti del malcapitato Consigliere paratosi sulla Sua strada, dimostrando ancora una volta come Lei, forse incosciamente, di fronte al contraddittorio si sveste del ruolo istituzionale per assumere la veste di tutore dell’ordine, a scuola direbbero a volte esce fuori tema. Né può valere la giustificazione della eccessiva passione che ci mette nell’espletamento del Suo mandato, è che non riesce proprio a contenersi.
Spiace che così a distanza di tempo, non abbia ancora maturato il concetto che più è alto il livello Istituzionale che si riveste e più aumentano responsabilità, disponibilità all’ascolto e apertura democratica.
Sempre inascoltato, ho avuto modo e tempo nel corso della presente legislatura di ribadirLe che violenti si è anche quando non si accetta il confronto anche se aspro, ma con una linea invalicabile fissata dal rispetto delle più elementari regole democratiche e Lei, spiace dirlo, quel limite qualche volta l’ha superato.
Io stesso qualche anno fa sono stato, mio malgrado, vittima di un increscioso episodio di cui sino ad oggi, per non turbare la serenità istituzionale e amministrativa non ho voluto svelare alcuni spiacevoli particolari.
Adesso è il momento e sono certo ricorderà di quell’incontro nella Sua stanza, alla presenza di amici che mi “accompagnavano” (virgolettato a ragion veduta), senza alcun motivo, anche perchè siamo stati ricevuti non per chiedere favori personali ma per segnalare problematiche di interesse collettivo, Lei tenne per tutto il tempo, un atteggiamento indisponente e quasi provocatorio verso di me (assettiti no fa lu capubanna), arrivando al culmine quando mi apostrofò parole testuali : “Iu no solu sacciu fà lu Sinnucu, ma sò capaci cu ti vegnu a pigghiu ti casa tova senza cu mi apri la porta”.
Trattato come neanche “nu capu delinquenti”, rimasi esterrefatto, non mi aspettavo un comportamento simile, riuscii soltanto a dire: “Qua sopra per non sentirti e non vederti, io non salirò mai più”. Da quel momento ho mantenuto l’impegno, non sono più salito su quel Palazzo del Municipio che Lei aveva promesso di trasformare in Palazzo di vetro e meno male. Non dispero però di tornare a frequentarlo quanto prima.
Senza stare a citare la volta in cui dopo un pacifico sit-in in piazza Carducci, doverosamente e giustamente controllati giù in Piazza, da Carabinieri e Polizia Municipale, al termine della tranquilla manifestazione, una delegazione del ns Comitato organizzatore è stata ricevuta nella Sua stanza dove, con sorpresa, erano presenti anche il Comandante della Polizia Municipale e Agenti della Digos. Sarà stata solo una semplice coincidenza o erano lì per un controllo?
Qualcuno, se ancora in vita, avrebbe detto che a pensar male si fa peccato ma a volte si azzecca.
Ho ancora nelle orecchie i Suoi proclami tra il paternalistico e il rassicurante, “faremo”, “porteremo a casa”, “arriveremo sino all’ultimo giorno”, “come un buon padre di famiglia” ecc., che fanno parte del suo repertorio, ormai privi di senso.
Forse ancora non si è reso conto che i cinque anni sono passati, siamo ai minuti di recupero. Il tempo, in questi casi, è stato tiranno e la situazione generale del ns Paese è sotto gli occhi di tutti, è un Paese bloccato, per non dire abbandonato, (strade in alcuni tratti pericolosamente transennate da mesi, griglie di scolo e drenaggio dell’acqua piovana dove cresce di tutto, vie periferiche e non solo in cattivo stato di manutenzione e di pulizia, carenza di segnaletica, ecc.), potremmo fare un lungo elenco che, anche volendo, è difficile nascondere.
Spesso verso chi dissente dalla sua visione di Paese, è solito liquidarlo con una frase ormai stantia “ le chiacchiere stanno a zero”, la verità è che qua latitano i fatti, la democrazia, la capacità di ascolto.
La Voce del Cittadino che rappresenta un segmento importante della società civile attiva, la sua parte l’ha sempre fatta cercando di tenere accesi i riflettori sulle tante problematiche che in questi anni hanno attraversato il Paese “Arneo, Discariche, Tutela dell’Ambiente, Acqua Pubblica “Bene Comune”, Decoro Urbano, Raccolta dei rifiuti, “Casa Serena”, Viabilità urbana, Dissesti stradali, Sicurezza, Diritti dei più deboli, ecc…., insomma tutto ciò che può contribuire a migliorare la qualità di vita della nostra comunità.
E’ spiacevole dirlo ma in questi anni, tra tantissime difficoltà, abbiamo lavorato con il massimo impegno senza avvertire la vicinanza delle diverse Istituzioni locali, salvo pochissime rare eccezioni.
Il presente contributo, senza risentimento, ma per rispetto della verità. Deferenti ossequi all’Istituzione che Lei rappresenta!
Pino Brancasi