OTTOBRE

LA MEMORIA COMUNE

facciata 8.JPG Nell’ottobre del 1595 venivano aperti per la prima volta i battenti della Chiesa Madre di San Vito, ...(leggi tutto)

I NOSTRI PADRI

stanisci vitantonio.jpg Vitantonio Stanisci nacque a San Vito dei Normanni il 31 ottobre 1894. Pur non avendo mai imparato a...(leggi tutto)

LA TRADIZIONE LOCALE

L'ARCOBALENO RICORDA

IMPRONTE ED ISTANTI

Al mare

L'una dopo l'altra,
l'onde del mare
si prostrano ai miei piedi.
Ora so di non essere
un uomo da nulla.

Vito Giuseppe Mele
Il mio cuore in versi, Edizioni Libroitaliano, 2002...(leggi tutto)

L'ARCOBALENO SEGNALA

IL NOSTRO BIMESTRALE Arcobaleno agos.settembre 2019 cop-1.jpg
agosto/settembre 2019

L'ARCOBALENO PROMUOVE

L'ARCOBALENO CONSIGLIA

28 - 6 - 2019
“E se fossimo noi 'neri' in un mondo di 'bianchi'?


Sono le 3:44 del 27 Giugno 2019. Sono ancora sveglia, non riesco a dormire.
Due immagini di due differenti notizie odierne non fanno che irrompere nei miei pensieri: l’immagine di quel padre messicano e della sua bambina che giacciono abbracciati, senza vita, uccisi dalle pericolose acque del Rio Grande mentre cercavano di entrare nel confine americano e l’immagine di quella donna coraggiosa di 31 anni, Capitano della Sea Watch 3 che ha deciso di sfidare il Ministro Salvini e il suo Decreto sicurezza.
Cos’hanno in comune queste due notizie?
Entrambe riguardano eventi che si sono resi necessari per lo stesso identico motivo: la totale assenza di umanità.
Oscar Alberto Martines e la figlia di appena due anni Angie Valeria sono stati ritrovati oggi senza vita sulla riva del Rio Grande. L’uomo, dopo vari tentativi di dissuasione da parte della famiglia, disperato dalle condizioni di vita in cui riversava, aveva deciso di dare una svolta. Aveva deciso di partire portando con se la piccola Angie negli degli Stati Uniti in cerca di fortuna. Il suo sogno era quello di costruire una casa, delle radici solide, un posto sicuro. Voleva raggiungere il Texas nuotando nel Rio Grande, unico modo per eludere il muro tra il Messico e gli Stati Uniti innalzato dal Presidente Tramp per contrastare il fenomeno dell’immigrazione. Quello stesso muro oggetto di non poche polemiche a livello nazionale ed internazionale. In molti, come Oscar, decidono di lasciare la propria casa e le proprie origini, costretti dalle condizioni impossibili in cui versano, per cercare di realizzare il “sogno americano”. Ma il muro di Trump non solo non ha fatto altro che emarginare la loro realtà e di isolarla come se non esistesse, ma ha anche reso necessari gesti di disperazione come quello tentato da Oscar. Quanta disperazione può essere insita nel cuore e nella mente di un padre che mette a rischio anche la vita di sua figlia, nel tentativo di superare il confine con la viva speranza di una vita migliore?
Quanta miseria, povertà e disumanità ha visto e vissuto quest’uomo per essersi spinto ad un gesto del genere? La realtà in cui è costretta questa gente è difficile da immaginare. La maggior parte di noi, chi più chi meno, vive sereno. Noi siamo abituati agli agi, le nostre case sono solide, riusciamo a vivere momenti di spensieratezza, siamo comodi, al sicuro. È impossibile immaginare che al mondo c’è gente che per procurarsi dell’acqua al fine di lavarsi/cucinare debba percorrere 6,7 km a piedi ogni giorno; che vive in case (se così possono definirsi) pericolanti, che potrebbero crollare da un momento all’altro; che non ha lavoro perciò non può permettersi cure, istruzione e neppure un libro per leggere e fantasticare un mondo che sia diverso dall’orrore e la disumanità in cui vivono. Non a caso ho usato spesso il termine “disumanità”. È il vocabolo che meglio descrive lo status in cui versano milioni di persone sparse in diverse zone del mondo.
Così stando i fatti, io ho deciso allora di schierarmi dalla parte di queste PERSONE. Sono dalla loro parte non per partito preso, per posizioni politiche varie. Sono dalla loro parte perché non hanno nulla di diverso da me, hanno gli stessi miei diritti riconosciuti dalla nostra Costituzione e dalle Leggi Internazionali che difendono la persona, l’essere umano in quanto tale.
E sono dalla parte di chi sfida le leggi ingiuste e disumane, come il Capitano Carda Rackete, la quale, consapevole di ciò che rischia (arresto e multa fino a 50 mila euro), ha deciso oggi, dopo 14 giorno ferma in alto mare, di violare il Decreto Sicurezza del Ministro Salvini e di dirigersi verso il porto di Lampedusa. Tutto ciò per amore, compassione, umanità verso i “suoi” 42 passeggeri provenienti dalla Libia. La questione immigrati non è una questione di partito politico, ma una questione morale ed etica. Si tratta di tener ben in mente la differenza tra ciò che umano e ciò che non lo è.
Invito perciò tutti, in primis me stessa, in quanto appartenenti ad uno Stato di Diritto, ad uno Stato sociale e in quanto cittadini di un Paese Civile, a riflettere obiettivamente su ciò che sta accadendo e a domandarci se è veramente questo il mondo in cui vogliamo vivere e se è veramente questo il mondo che vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli.
Valentina Zurlo